Roma torna a chiedere a Bruxelles una tassa sugli extraprofitti delle compagnie energetiche. Ecco quanto si potrebbe recuperare dall’intervento Tassare o non tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere, questo è il dilemma della Commissione Europea. L’Italia e altri cinque Paesi europei hanno inviato una lettera a Bruxelles per chiedere una tassazione sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere per concedere ai cittadini una boccata d’aria dal caro carburanti. Una proposta che l’Ue ha già bocciato ad aprile, ma allora i listini di benzina e diesel erano più leggeri. Intanto, in Italia il prezzo dei carburanti sfonda il muro dei 2 euro al litro e l’opposizione tira per la giacca il Governo affinché tassi subito le aziende. Una mossa che, secondo le stime, potrebbe portare nelle casse dello Stato diversi miliardi di euro. EXTRAPROFITTI, IL PRESSING SU BRUXELLES Sul fronte dell’energia, la partita è innanzitutto geopolitica. L’Italia ha scelto di muoversi in cordata continentale, firmando una lettera congiunta insieme a Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna per chiedere alla Commissione UE un prelievo coordinato sui profitti straordinari dei colossi petroliferi. L’obiettivo dichiarato è far affluire il gettito in un fondo europeo a sostegno di famiglie e imprese travolte dal rincaro bollette e prezzi alla pompa. I ministri chiedono che durante la riunione Ecofin di settembre si definisca “un’azione comune che garantisca che coloro che traggono profitto dalla crisi contribuiscano a ridurre l’onere che grava sulla popolazione”. “Stiamo vivendo uno dei più gravi shock di approvvigionamento degli ultimi decenni e in tutto il mondo cresce il malcontento per l’aumento del costo della vita”, continua la lettera. Già ad aprile, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i colleghi di Germania, Spagna, Portogallo e Austria hanno inviato una lettera simile indirizzata al commissario europeo al Clima e alla tassazione Wopke Hoekstra. Una proposta che la Commissione Ue ha deciso di ignorare, non inserendola nel successivo piano per fronteggiare la crisi energetica. IL RALLY DEI PREZZI DEI CARBURANTI Mentre a Bruxelles si ragiona su un’eventuale tassa sugli extraprofitti, in Italia il prezzo dei carburanti sfonda il muro dei 2 euro al litro. Secondo le ultime rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale ha raggiunto quota 2,010 €/l per la benzina e 2,131 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,088€/l per la benzina e 2,204 €/l per il gasolio. Una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere porterebbe portare fino a 2 miliardi di euro aggiuntivi nelle casse dello Stato, secondo le stime elaborate dall’osservatorio di Transport & Environment (T&E). Infatti, l’associazione sostiene che per il solo segmento downstream (raffinazione e distribuzione carburanti in Italia) l’extra-margine lordo accumulato dall’industria petrolifera a spese degli automobilisti oscilla intorno ai 4 miliardi di euro. Di conseguenza, applicando una tassa con aliquota tra il 25 e il 33%, l’incasso stimato sarebbe di 1 – 1,3 miliardi di euro. Se, invece, l’Italia adottasse un modello straordinario a forte aliquota (50% sugli extra-margini), l’erario si porterebbe a casa circa 2 miliardi di euro. CHI NELL’OPPOSIZIONE VUOLE TASSARE GLI EXTRA PROFITTI Per mettere un argine al caro carburanti, il Governo ha deciso di affidarsi alla proroga del meccanismo tampone delle “accise mobili” fino al 26 agosto. L’opposizione, però, incalza per un’azione immediata su scala nazionale senza attendere i tempi di Bruxelles. “Quella di ieri è la seconda lettera che Giorgetti firma insieme ad altri ministri europei per tassare gli extra profitti delle società energetiche. In attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello Ue, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l’iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale. I prezzi dei carburanti superano ormai dappertutto i 2 euro al litro e tra due giorni scade il taglio dell’accisa sul diesel”, ha detto la Segretaria del Pd, Elly Schlein, secondo quanto riporta AdnKronos. “Le misure tampone non bastano più, è necessario adottare subito misure di sostegno per le famiglie e le imprese più fragili e mettere in campo una vera strategia per ridurre strutturalmente i costi dell’energia. Una tassa sugli extra profitti energetici può dare un contributo importante per finanziare questi interventi”, ha aggiunto. “La benzina al self service è oltre i 2 euro, il diesel oltre i 2,1. In autostrada i costi sono molto più alti. Chi si è messo in viaggio per qualche giorno di ferie ha già pagato un prezzo molto alto all’incapacità del governo nell’affrontare la questione del caro carburanti. Le ripetute misure tampone del governo Meloni durano lo spazio di un mattino perché l’instabilità internazionale continua a colpire la stabilità dei mercati energetici. Per questo servono politiche cicliche e incisive che possano proteggere cittadini, famiglie e imprese”, scrivono in una nota i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd al Senato e alla Camera Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione Pd a Bruxelles Nicola Zingaretti.