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Andrea Bonafede

La Commissione Ue risponde alla richiesta dell’Italia e di altri cinque Paesi circa una misura coordinata per ridistribuire i ricavi straordinari che le compagnie petrolifere incassano per il caro-greggio. E la segretaria Pd rilancia la proposta sua e del partito

«La tassazione degli extraprofitti è una competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale». L’Unione europea ributta la palla della tassazione sugli extraprofitti nel campo dell’Italia e degli altri cinque Paesi - Germania, Portogallo, Austria, Polonia e Spagna - che pochi giorni fa avevano chiesto (per la seconda volta, dopo quella dello scorso aprile) alla presidenza irlandese del Consiglio Ue una misura coordinata per ridistribuire i ricavi straordinari che le compagnie petrolifere incassano per il caro-greggio. La risposta è arrivata chiara: la competenza spetta ai singoli Paesi.

La risposta della Commissione UeUna portavoce della Commissione europea ha infatti chiarito come le eventuali misure decise dagli Stati membri devono «naturalmente essere conformi al diritto europeo», ma essi «possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare il costo dell'equità sociale e definire misure di tassazione degli extraprofitti, se lo desiderano, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile», il piano d'emergenza e di transizione energetica presentato nell'aprile del 2026 per proteggere cittadini e imprese dai rincari energetici causati dalle crisi geopolitiche e per tagliare la dipendenza dai combustibili fossili. Dal canto suo, la Commissione «rispetterà le decisioni degli Stati membri» e «fornirà assistenza e buone pratiche sulle misure nazionali, oltre a valutarne l'impatto sul mercato unico».