Secondo un report di T&E, le compagnie petrolifere europee hanno accumulato 7,5 miliardi di extraprofitti nei primi sei mesi del 2026. Opposizioni in pressing sul governo sul caro carburanti
Spetta agli Stati membri tassare gli extraprofitti delle società energetiche, non certo a Bruxelles. Risponde così la Commissione europea alla lettera inviata dall’Italia e da altri governi del Vecchio Continente in cui si chiedeva all’esecutivo comunitario di avanzare una proposta per tassare le società del settore energetico e utilizzare i ricavi per alleviare le difficoltà dei cittadini alle prese con il caro carburanti. «La tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale», ha risposto oggi una portavoce della Commissione europea interpellata sulla questione. «Gli Stati membri – ha aggiunto – possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi in termini di equità sociale e per progettare misure come la tassazione degli extraprofitti».
Schlein incalza il governo: «Ora Meloni non ha più alibi»
La doccia fredda di Bruxelles non fa che aumentare la pressione sul governo italiano, che nelle scorse ore si è limitato a prorogare di due giorni il taglio delle accise ma non ha ancora annunciato alcuna nuova iniziativa per frenare la corsa al rialzo del prezzo di benzina e gasolio. Una situazione insostenibile, secondo le opposizioni, che ora tornano all’attacco del governo. «La Commissione europea oggi ha confermato che gli Stati membri possono tassare gli extraprofitti delle società energetiche avvalendosi dei propri poteri fiscali nazionali, richiamando anche una propria comunicazione dell’aprile scorso», dichiara in una nota Elly Schlein, segretaria del Pd. «Meloni e Giorgetti non hanno alibi. Si diano una mossa e agiscano. La crisi energetica – incalza la leader dem – colpisce duramente le famiglie e le imprese. Le misure tampone e le proroghe a tempo non bastano più. Abbiamo bisogno di misure di sostegno robuste, che aiutino in particolare i più esposti e fragili».










