L’ultimo passaggio significativo delle indagini sul caso di avvelenamento da ricina di Pietracatella, che ha ucciso Antonella Di Ielsi e la figlia Sara, ha visto la Procura di Larino mettere a confronto Gianni Di Vita e un’amica insegnante. Secondo un’ipotesi del TG5, la donna avrebbe avuto una relazione con lui, proseguita fino a dicembre, scenario che aprirebbe a un possibile movente sentimentale.

Pietracatella, gli sviluppi del caso ricina

L'ipotesi del Tg5 sulla relazione

Il confronto tra Gianni Di Vita e l'insegnante

Pietracatella, gli sviluppi del caso ricinaL’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute a fine dicembre a Pietracatella dopo un avvelenamento da ricina, potrebbe concentrarsi ora su presunti legami sentimentali che ruotavano attorno alla famiglia.Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, è stato convocato in Questura a Campobasso insieme a un’insegnante di matematica, descritta come un’amica di lunga data.ANSAL’ipotesi del Tg5 sulla relazioneSecondo quanto ricostruito dal Tg5 nel servizio a firma di Alberto Duval, andato in onda il 21 agosto nell’edizione delle 20, la donna (il cui nome sarebbe Monia) avrebbe intrattenuto una relazione sentimentale con Gianni Di Vita.Nel servizio si parla di un presunto legame che i due avrebbero avuto in passato. Si cita il fatto che donna avrebbe più volte assicurato al marito Michele di aver chiuso quel rapporto da tempo, ma attualmente si starebbe considerando anche la possibilità che la presunta relazione possa essere continuata fino al mese di dicembre. Com’è noto, le due vittime hanno accusato i sintomi dell’avvelenamento durante le vacanze natalizie.Il marito della donna, inoltre, sarebbe un tecnico di laboratorio impiegato nelle serre dell’Istituto Agrario di Riccia, la stessa scuola in cui lavora la moglie e dai cui computer sarebbero emerse ricerche sospette sulla ricina nei mesi precedenti alla morte delle due donne.