L’avvelenamento da ricina che ha cagionato la morte di Antonella Di Ielsi (50 anni) e della figlia Sara Di Vita (15) potrebbe essere avvenuto in due tempi. Il giallo di Pietracatella continua, e le nuove ipotesi arrivano soprattutto dal ricordo di Alice Di Vita, la figlia maggiore di Antonella e del marito Gianni Di Vita. Sua sorella Sara, ad esempio, il giorno 26 si era ripresa ed era stata dimessa dall’ospedale, ma poco dopo il suo stato di salute era di nuovo precipitato.

Le vittime avvelenate in due tempi?

Il racconto di Alice Di Vita

La scala esterna dell'abitazione

Le vittime avvelenate in due tempi?Il momento chiave di questa nuova ipotesi è nel giorno del 26 dicembre. Quel giorno Sara Di Vita e la madre Antonella Di Ielsi, infatti, sembravano essersi riprese dopo una prima tappa all’ospedale Cardarelli di Campobasso.A suggerire la teoria dell’avvelenamento in due tempi è il racconto di Alice Di Vita, l’unico membro della famiglia a non aver mai accusato i sintomi che hanno ucciso sua madre e sua sorella e hanno colpito anche il padre Gianni.ANSAGli inquirenti all'esterno dell'abitazione di via Risorgimento, a Pietracatella, dove vivevano Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte avvelenate dalla ricinaIl 26 dicembre, dicevamo, potrebbe essere il momento cruciale per questa nuova chiave di lettura, perché il giorno dopo madre e figlia accusarono nuovamente i sintomi che le avrebbero portate alla morte.Sara Di Vita è morta il 27 dicembre, sua madre Antonella Di Ielsi si è spenta il giorno 28, quando la Procura di Larino ha disposto il sequestro dell’abitazione. Quella breve ripresa seguita da un repentino peggioramento, secondo gli inquirenti, potrebbe corrispondere con il momento in cui il potenziale assassino ha somministrato nuovamente il veleno alle vittime, conducendole a morte certa.Il racconto di Alice Di VitaLa mattina del 25 dicembre “mamma stava a letto” perché “si sentiva male”, e poco dopo anche la sorella Sara “ha cominciato ad accusare i primi sintomi”, gli stessi della madre. È ciò che Alice Di Vita ha raccontato agli inquirenti.