Giallo di Pietracatella: gli esperti tedeschi avrebbero individuato l’alimento che conteneva la ricina con cui Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita sono state avvelenate. Una volta riscontrata la sostanza, le indagini si concentreranno adesso sulla ricostruzione del percorso del veleno tra i 131 elementi prelevati in casa, per arrivare a chi ha agito.

Pietracatella, individuato l'alimento con la ricina

A cosa puntano ora le indagini

I sopralluoghi in casa

Pietracatella, individuato l’alimento con la ricinaProsegue l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenuta a Pietracatella tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio per avvelenamento da ricina.Nella puntata di “Vita in diretta” di venerdì 14 agosto, sono stati approfonditi gli sviluppi più recenti del caso, dopo che il lavoro degli specialisti tedeschi coinvolti nelle analisi tossicologiche ha confermato il ritrovamento dell’alimento contenente il veleno.ANSAA cosa puntano ora le indaginiL’identificazione dell’alimento che ha veicolato la ricina fatale per le due donne è un passaggio che, se confermato, potrebbe finalmente restituire un quadro più solido su quanto accaduto in casa Di Vita nei giorni intorno al Natale.Tuttavia, la strada per arrivare al responsabile è ancora lunga. “Non basta trovare il vettore della ricina che ha ucciso Antonella e Sara, serve anche ricostruire la possibile pista del veleno, così da capire chi abbia agito per volere la loro morte” ha spiegato l’inviato del programma televisivo, Simone Carusone.“Proprio per questo adesso l’attenzione è puntata sui 131 elementi prelevati nella casa di via Risorgimento nel sopralluogo eseguito a fine luglio. Si avrebbe così modo di comprendere con quale superficie o suppellettile possa essere entrata in contatto la ricina, e da lì identificare la ricina”.