Tra i 70 alimenti sequestrati dalla casa di Pietracatella sarebbe stata individuata la ricina. Questa la prima indiscrezione dopo l’ispezione degli esperti del Robert Koch Institut di Berlino, un dettaglio che potrebbe dare una prima risposta all’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi (50 anni) e Sara Di Vita (15), madre e figlia, avvelenate a ridosso delle festività natalizie.
La svolta nell'inchiesta sulla ricina
Verso la verità su madre e figlia morte avvelenate
Gianni Di Vita non risponde alle domande
La svolta nell’inchiesta sulla ricinaSi tratta di indiscrezioni ancora da verificare: nel primo pomeriggio di giovedì 13 agosto il corrispondente de La Vita in Diretta, Simone Garusone, ha riferito che all’interno della casa di Pietracatella sarebbe stata trovata la ricina.Per la precisione, il veleno sarebbe stato individuato tra i 70 alimenti sequestrati dall’abitazione e analizzati dagli specialisti del Robert Koch Institut di Berlino.ANSAPer il momento non è possibile sapere di quale alimento si tratti, né se questo sia solido o liquido. Ciò che è certo è che questo ritrovamento potrebbe finalmente suggerire il nome di chi ha introdotto la ricina nella casa di Pietracatella.Da quel che emerge, una volta acquisiti i dati ricevuti dagli inquirenti italiani, gli scienziati tedeschi avevano ben in mente dove cercare la ricina non appena avevano fatto ingresso nella casa delle vittime.Verso la verità su madre e figlia morte avvelenateTra gli elementi sequestrati, gli inquirenti avevano prelevato pasta, pesce, conserve, surgelati ma anche borracce con tracce di liquido. Tuttavia, non si esclude che il veleno sia stato presente anche in suppellettili e altri oggetti di arredo.






