Slitta ancora l’audizione del marito dell’insegnante amica di Gianni Di Vita nell’inchiesta sulla morte per ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara a Pietracatella. Gli inquirenti incrociano le versioni di Gianni e della donna, dopo un confronto serrato, ma il marito, tecnico di laboratorio nell’istituto agrario, potrebbe offrire informazioni decisive. Al centro del dibattito anche la serata fuori casa di Alice, l’unica figlia sopravvissuta.

Caso ricina a Pietracatella, si attende l'interrogatorio chiave

Il punto a "Vita in diretta"

La posizione di Alice Di Vita

Caso ricina a Pietracatella, si attende l’interrogatorio chiaveUno snodo potenzialmente importantissimo per le indagini, che però continua a essere rimandato. L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvelenate con la ricina tra il 27 e il 28 dicembre 2025 a Pietracatella, piccolo comune del Molise, è in attesa della possibile svolta.In questo senso si attende l’audizione del marito dell’insegnante amica di Gianni Di Vita: un tecnico di laboratorio impiegato in un istituto agrario della vicina Riccia. Il colloquio sarebbe stato più volte rimandato, l’ultima volta il 25 agosto.ANSAIl punto a “Vita in diretta”A darne conto è stato l’inviato della “Vita in Diretta” Simone Carusone, in collegamento dalla Questura di Campobasso, secondo cui il continuo differimento potrebbe rappresentare una scelta tattica per marcare distanza in questa fase delle indagini.Sul significato di questa (presunta) strategia investigativa si è espressa la psicologa e criminologa Annamaria Giannini. “La tecnica dell’attesa è quella che può generare stress, può portare la persona a uscire allo scoperto o a dare informazioni”.Salvo Sottile ha invece messo l’accento sul nodo ancora irrisolto del movente: “È fondamentale in questa storia, non si capisce perché vengano avvelenate alcune persone e altre no. Gli inquirenti stanno incrociando le testimonianze di Gianni e della sua amica, su cui si pensa possano esserci delle ombre”.