Il caso delle due donne, mamma e figlia, morte avvelenate con la ricina a Pietracatella è ancora un mistero a distanza di quasi sei mesi dal decesso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvenuto alla fine del mese di dicembre. Non c’è ancora un indagato ma si intravede una possibile svolta: nei pressi del paese in provincia di Campobasso sarebbero state trovate delle piante di ricino. Intanto, nel corso degli interrogatori, alcuni amici avrebbero riferito di presunte liti interne alla famiglia.

La scoperta delle piante di ricino vicino Pietracatella

I racconti degli amici sulle presunte liti in famiglia

Le indagini sulle donne morte avvelenate con la ricina a Pietracatella

La scoperta delle piante di ricino vicino PietracatellaA riferire della possibile svolta nel caso delle due donne morte avvelenate con la ricina a Pietracatella è stata la trasmissione Dentro la notizia.Fino a questo momento non si sapeva dove il presunto assassino potesse aver recuperato il veleno ma, stando al programma Mediaset, vicino a Pietracatella, il borgo in provincia di Campobasso dove la famiglia Di Vita viveva, sarebbero state trovate alcune piante di ricino.ANSAUn momento del sopralluogo all'interno della casa di famiglia dei De Vita a Pietracatella.I racconti degli amici sulle presunte liti in famigliaProseguono, intanto, gli interrogatori alle persone vicino alle due vittime Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.Le dichiarazioni di alcuni amici dei Di Vita, stando a quanto riportato ancora da Dentro la notizia, avrebbero portato alla ribalta presunte liti interne alla famiglia che sarebbero state ritenute meritevoli di approfondimento da parte degli inquirenti.Le indagini sulle donne morte avvelenate con la ricina a PietracatellaI sospetti, come ricostruito da Il Messaggero, continuano a ricadere su quattro persone, ma nei prossimi giorni la lista potrebbe restringersi fino ad arrivare ai primi indagati.