Dopo l'impennata dei rendimenti dei Treasury a lunga scadenza (e quindi il brusco calo dei prezzi) di inizio settimana, è dovuto intervenire il Dipartimento del Tesoro di Washington, guidato da Scott Bessent, per riportare la calma sul mercato del reddito fisso.Il T-bond trentennale, spaventato dai timori di un'inflazione persistente e dalla nuova fiammata del prezzo del petrolio, era arrivato nella mattinata di mercoledì 19 agosto a toccare il 5,3%, per poi tornare sotto il 5,2% nel momento in cui il Tesoro ha annunciato un raddoppio del buyback di titoli di Stato, da 2 ad «almeno» 4 miliardi di dollari con decorrenza da settembre.Gli strategist di Jp Morgan hanno tuttavia avvertito che i mercati potrebbero considerare poco credibile il tentativo del Tesoro Usa di contenere i costi di finanziamento a lungo termine, con il rischio di spingere nel tempo al rialzo il term premium (cioè il rendimento extra che un investitore richiede per detenere un'obbligazione a lungo termine) e i rendimenti.
Secondo gli esperti della banca d'affari la misura di Bessent affronta soltanto i sintomi e non la causa alla radice del problema: gli Stati Uniti registrano un deficit pari al 6% del pil in un'economia vicina alla piena occupazione.«In assenza di un reale consolidamento fiscale, temiamo che i mercati considerino questa iniziativa poco credibile», hanno scritto in una nota gli strategist. «Questo potrebbe contribuire a un aumento di term premium e dei rendimenti, qualora il Tesoro adottasse un approccio più opportunistico nella gestione del debito e si allontanasse dal principio di operare in modo regolare e prevedibile».Come se non bastasse, segnalano gli strategist, il debito pubblico statunitense ha superato i 40 mila miliardi di dollari, aumentando la pressione sui responsabili della politica economica che devono cercare di tenere sotto controllo i costi di finanziamento, proprio mentre Washington continua a emettere quantità sempre maggiori di titoli di Stato.Circa il 60% degli intervistati in un sondaggio Markets Pulse ritiene che la situazione del debito Usa continuerà a peggiorare fino a provocare una crisi.














