Titoli di Stato Usa protagonisti assoluti in una giornata di mercato in cui solo l'intervento del Dipartimento del Tesoro di Washington ha permesso di scongiurare un nuovo sell-off sulle scadenze più lunghe.
Complici i timori di inflazione persistente e la nuova impennata dei prezzi del petrolio (il Brent è salito sopra i 92 dollari al barile), a inizio giornata il rendimento del T-bond trentennale è arrivato nell'intraday a sfiorare il 5,3%, mentre il decennale aveva quasi raggiunto il 4,7%.A cambiare le sorti dei titoli di Stato a stelle e strisce è stato il dipartimento guidato dal segretario Scott Bessent, che ha annunciato il raddoppio dell'entità del suo piano di riacquisto di Treasury.
Nell'ambito del programma accelerato di buyback il Tesoro si concentrerà sui segmenti di mercato con scadenze tra 10 e 20 anni e tra 20 e 30 anni, portando la dimensione delle operazioni da due ad «almeno» quattro miliardi di dollari.
In sostanza questa mossa, che sarà operativa dal prossimo 9 settembre, sta a significare che il Tesoro diventerà un acquirente più consistente di titoli di debito più vecchi e a lunga scadenza, fornendo liquidità a un segmento di mercato che storicamente ha mostrato una forte domanda da parte degli investitori.Per tutta risposta, i rendimenti dei Treasury sono tornati sotto controllo, con il decennale ripiegato intorno al 4,65% e il trentennale sceso sotto il 5,2%.Nel frattempo lo spread Btp-Bund è arrivato a superare quota 80 punti base, col rendimento del decennale italiano intorno al 4,07%.






