L’impennata dei rendimenti obbligazionari ha acceso la spia rossa sui mercati e non si sono fatte attender le prime contromisure da parte del Tesoro statunitense. Il Dipartimento guidato da Scott Bessent ha annunciato un’operazione di «riacquisto potenziato» per il debito a lunga scadenza, raddoppiando almeno l’importo massimo delle operazioni di riacquisto, da 2 miliardi ad almeno 4 miliardi di dollari, a partire dal prossimo 9 settembre. Gli acquisti si concentreranno sulle scadenze tra 10 e 20 anni e tra 20 e 30 anni, le due aree con più carenza di liquidità. Il cosiddetto buyback del debito consiste nell’acquisto di titoli precedentemente emessi e, sebbene il Tesoro abbia motivato la misura come finalizzata esclusivamente a un aumento della liquidità, la lettura data dal mercato è stata differente. Ossia di un governo pronto a intervenire davanti all’inarrestabile rialzo dei rendimenti a lungo termine, dettato dalle tensioni geopolitiche ma anche dai timori per il forte deficit di bilancio degli Stati Uniti, atteso a 1.900 miliardi quest’anno.L’effetto è stato immediato. Il rendimento del Treasury a 30 anni è sceso di 10 punti base al 5,18% allontanandosi da massimi a quasi vent’anni; giù anche il titolo decennale in area 4,63%. La reazione non frutto dell’entità dell’operazione, che è abbastanza contenuta, ma «dall’aspettativa che il Tesoro adotti misure più attive per contenere l’aumento dei rendimenti», ha spiegato Mohamed El-Erian, ex ceo di Pimco, colosso della gestione degli investimenti obbligazionari. I buyback sono un gioco a somma zero in quanto si acquistano titoli già in circolazione «e quindi è improbabile che alterino in modo sostanziale la traiettoria crescente dei rendimenti a lungo termine», è la lettura più cauta data da Padhraic Garvey di Ing.L’assist è stato colto anche da Wall Street con in prima fila il Nasdaq, reduce dalla peggior seduta del mese complici i timori che i maggiori costi di finanziamento si facessero sentire sulle aziende tech. Anche in Europa la mossa di Washington ha dato respiro ai bond. Il rendimento del trentennale italiano al 4,83% a fine giornata dopo essersi spinto fino al 4,89% (massimi dal 2023), mentre lo spread Btp-Bund è sceso a 80 punti base. Rally vigoroso per l’oro, con quotazioni risalite di oltre il 3% a ridosso della soglia dei 4.500 dollari l’oncia. Sul valutario, infine, calo marcato del dollaro statunitense (-0,7%) rispetto alla divisa unica europea.
Usa alzano le difese sul loro maxi-debito
Il Tesoro ordina acquisti di titoli di Stato a lunga scadenza per frenare i rendimenti. Wall Street apprezza, sale l’oro












