La convivialità fa parte di un rapporto sereno con il cibo. E per molti Ferragosto significa proprio questo: una giornata da trascorrere con famiglia e amici, magari seduti a tavola per parecchie ore, tra antipasti, grigliate, brindisi e dolci. Passarla facendo mentalmente il conto delle calorie o pensando ai chili rischia di rovinare proprio la parte migliore della festa. Ma nemmeno arrivare a sera dopo un'abbuffata senza freni è particolarmente piacevole. La soluzione sta nel mezzo: un po' di buon senso, capacità di adattarsi alla situazione e soprattutto niente sensi di colpa. Le Linee guida italiane per una sana alimentazione del CREA parlano del resto di equilibrio, varietà e moderazione. Non di perfezione a ogni singolo pasto. Non stravolgere i piani Il pranzo è già organizzato. I fornelli sono accesi, il ristorante è prenotato, la borsa frigo è piena o qualcuno sta già litigando con la carbonella. Non serve cambiare programma all'ultimo momento o dare buca agli amici perché improvvisamente è comparso il terrore del pranzo di Ferragosto. E soprattutto, dopo aver mangiato, non servono digiuni punitivi, improbabili giornate detox o penitenze alimentari. L'obiettivo può essere molto più semplice: mangiare quello che ci piace, bere con criterio e arrivare a sera ancora in grado di godersi la giornata. È la dieta senza dieta: nessun menù universale, ma alcune regole da adattare al ristorante, alla spiaggia, alla grigliata o persino all'autogrill.