La dieta in estate rischia di avere i minuti contati. Aperitivi che diventano cena, pranzi saltati e recuperati, tavolate che si allungano per ore. Questa stagione è forse il momento dell’anno in cui i segnali di fame e sazietà vengono messi a dura prova. Si mangia perché è l’ora, perché il piatto è ancora pieno, perché gli altri continuano, perché il cibo è lì. Il momento in cui ci sentiamo sazi arriva tardi, oppure passa inosservato.

Senso di sazietà: perché condiziona il peso

Sempre più studi dimostrano che la capacità di percepire e interpretare i segnali interni del corpo gioca un ruolo importante nel comportamento alimentare e nella gestione del peso. Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sull’International Journal of Obesity suggerisce che la capacità di riconoscere quando abbiamo ancora fame e quando invece abbiamo già raggiunto la sazietà, influenza il modo in cui mangiamo e, nel tempo, anche la gestione del peso.

«Il punto non è semplicemente mangiare meno, ma riconoscere le proprie necessità alimentari caratterizzate da varietà della dieta e dal corretto bilancio tra i diversi principi nutritivi. Fame e sazietà sono meccanismi fisiologici complessi che possono essere influenzati da stress, distrazione, velocità dei pasti e contesto sociale. Recuperare attenzione a questi segnali significa rendere il rapporto con il cibo più consapevole e il percorso alimentare più sostenibile nel tempo», osserva la Professoressa Silvia Bettini del Centro per lo Studio e il Trattamento Integrato dell’Obesità dell’Ospedale Università di Padova, e Presidente in carica della Società Italiana dell’Obesità, sezione Triveneto.