Un successo. A leggere il dossier di Ferragosto del Viminale sembra che la strategia del governo Meloni per garantire la sicurezza in Italia sia inattaccabile. E che i dati presentati siano una dimostrazione dell’efficacia delle politiche in atto dal 2022 al 30 giugno 2026. Ma, che quanto viene raccontato come un risultato positivo lo sia effettivamente non è l’unica deduzione possibile. Anzi. Un esempio lampante è il focus su immigrazione e asilo contenuto nel dossier.

Secondo i numeri del ministero dell’Interno gli arrivi via mare in Italia nei primi sei mesi del 2026 sono diminuiti del 52 per cento rispetto al 2025: 14.388 vs 30.060. Ma non viene evidenziato né che – come riporta Frontex – gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne sono diminuiti in generale nell’Unione europea, del 37 per cento, non solo in Italia. E neppure che, come già scritto da Domani, parliamo di persone. E quindi, se diminuiscono gli arrivi ma raddoppiano i morti o dispersi – del 111 per cento nei primi quattro mesi dell’anno dice l’Oim – il fenomeno non può dirsi gestito. Di ieri la notizia del ritrovamento di altri 11 cadaveri in mare, a largo delle coste di Zuara. La Libia, rivela sempre Frontex, resta il principale paese di partenza per chi cerca di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo centrale, sebbene il nostro paese finanzi lo Stato del Nord Africa dal 2017 per contenere il flusso dei migranti.