Come ogni anno a Ferragosto, il Viminale pubblica il suo Dossier: la fotografia statistica della sicurezza in Italia, quest’anno riferita in gran parte al primo semestre 2026 messo a confronto con lo stesso periodo del 2025. Il messaggio politico che il ministro Matteo Piantedosi affida alla prefazione è netto: “raccontare la sicurezza partendo dai numeri”, numeri che secondo il titolare dell’Interno confermano “un calo generalizzato dei reati” e l’efficacia delle strategie del governo. Vediamo cosa dicono, capitolo per capitolo.

Delitti: -10% nel primo semestre

Il dato di apertura è quello complessivo: tra gennaio e giugno 2026 i reati denunciati sono stati 1.068.240, contro 1.186.268 dello stesso periodo 2025, con una flessione del 10%. Un’accelerazione rispetto al -1,8% registrato nell’intero 2025 sul 2024. Calano tutti i delitti a maggiore allarme sociale: gli omicidi volontari passano da 163 a 138 (-15,3%), i furti da quasi 494mila a 437.800 (-11,4%), le rapine scendono del 12,3%, le violenze sessuali del 7,1%, le truffe e frodi informatiche del 9,5%.

Violenza di genere: -37% le vittime donne, in vigore il reato di femminicidio

Il capitolo più delicato registra il dato forse più significativo del dossier: gli omicidi volontari con vittime di sesso femminile, insieme ai femminicidi, scendono da 54 a 34 nel primo semestre (-37%). È il primo rapporto che incorpora il nuovo reato di femminicidio (articolo 577 bis del codice penale), in vigore dal 17 dicembre 2025: delle 34 vittime, 26 sono classificate come omicidio volontario e 8 come femminicidio. Cresce intanto l’attività di prevenzione: gli ammonimenti del questore salgono a 4.582 (+10,7%), trainati da quelli per violenza domestica (+24,1%), mentre calano quelli per stalking (-12,3%).