Calano gli sbarchi e le segnalazioni di reato, crescono gli sgomberi e gli allontanamenti dalle “zone rosse“. Crolla il trend delle nuove assunzioni nelle forze dell’ordine – ferme a meno di metà dell’anno scorso – e si conferma la scarsa applicazione del nuovo reato di femminicidio. Sono gli highlights del tradizionale dossier di Ferragosto del ministero dell’Interno, il report con cui ogni anno il Viminale fornisce una selezione di dati su sicurezza e ordine pubblico. Nella prefazione il ministro Matteo Piantedosi esulta per il “calo generalizzato dei reati“: nel primo semestre 2026 ne sono stati segnalati 1.068.240, il 10% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, con una riduzione di alcune fattispecie di particolare allarme sociale come furti, rapine, omicidi e violenze sessuali. Un’inversione di tendenza che arriva dopo anni di crescita costante (nel 2024 i reati erano arrivati a 2,38 milioni, il 5,5% in più rispetto al 2022). Diminuiscono anche gli omicidi con vittime di sesso femminile: dal 1° gennaio al 30 giugno sono stati 34 (contro i 54 del primo semestre ’25), ma in soltanto otto casi è stato contestato l’apposito delitto di femminicidio (articolo 577-bis del Codice penale) introdotto a dicembre 2025 per volontà del governo. Un flop già denunciato dal Fatto e dovuto alle difficoltà applicative della norma, descritta attraverso categorie psicologiche sostanzialmente impossibili da dimostrare.
Sicurezza, il report del Viminale: meno reati e sbarchi, boom di sgomberi. Ma crollano le assunzioni di forze dell'ordine - Il Fatto Quotidiano
Le denunce calano del 10%, del 52% gli arrivi via mare (ma scende il numero di partenze bloccate). Si conferma il flop del nuovo reato di femminicidio










