Se alcuni commentatori avevano valutato l’edizione di un anno fa come un risultato con luci e ombre, il Dossier Viminale di Ferragosto 2026 conferma che nel lungo periodo la strategia sulla sicurezza del governo Meloni mostra risultati concreti.
Per dirla con le parole contenute nell’introduzione scritta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, «i dati confermano un calo generalizzato dei reati. Diminuiscono tutti i delitti a maggior allarme sociale: gli omicidi, e in particolare quelli con vittime di sesso femminile, le violenze sessuali, i furti e le rapine».
Tra le scommesse vinte, c’è quella dell’istituzione delle zone rosse, istituite dai prefetti in 35 province italiane, in base alla direttiva emanata nel 2024 proprio da Piantedosi. Complessivamente, all’interno delle zone rosse, dal 2024 al 30 giugno 2026 sono state controllate 2.336.902 persone, di cui 1.029.670 stranieri, pari al 44,1% del totale. Le persone allontanate sono state 12.876, di cui 9.429 stranieri, pari al 73,2% del totale. Una percentuale altissima, che conferma la necessità di interventi mirati nelle zone considerate più a rischio, come quelle intorno alle stazioni ferroviarie o della movida.
Zone rosse, controlli e allontanamenti












