Agli sgomberi dei centri sociali gli antagonisti rispondono alzando il livello dello scontro. Ma nei primi sei mesi del 2026 scendono gli sbarchi (-52%) e tutti i reati principali. Migliaia di nuovi agenti in arrivodi Fausto Cariotisabato 15 agosto 20264' di letturaNon è un mistero che un terreno cruciale su cui si giocheranno le prossime elezioni sarà quello della sicurezza. Importante almeno quanto l’economia, che dipende molto da fattori su cui le leve dei governi nazionali hanno poco potere. Ogni anno, a Ferragosto, il Viminale presenta il dossier sul bilancio dei primi sei mesi dell’attività di contrasto al crimine. Matteo Piantedosi ha buoni numeri da mettere in mostra. «I dati confermano un calo generalizzato dei reati», scrive il ministro, che rivendica anche «il più imponente piano di assunzioni delle Forze di polizia mai realizzato negli ultimi anni». Le cose migliorano anche sul fronte dell’immigrazione, dove crollano gli sbarchi e aumentano i rimpatri. Tra i pochi numeri in peggioramento ci sono quelli che segnano l’aumento degli agenti feriti nelle manifestazioni di piazza. Nel primo semestre di quest’anno i reati registrati sono stati in tutto 1.068.240: il 10% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Diminuiscono in particolare gli omicidi volontari, scesi da 163 a 138 (-15,3%), i furti (-11,4%), le rapine (-12,3%), le violenze sessuali (-7,1%) e le truffe e frodi informatiche (-9,5%). Migliorano anche i dati delle violenze di genere: il totale degli omicidi volontari con vittime di sesso femminile e dei «femminicidi» (reato in vigore solo dal 17 dicembre 2025, quindi senza confronto omogeneo con l’anno precedente) è sceso a 34: il 37% in meno rispetto ai 54 del gennaio-giugno 2025. Sforzi importanti sono stati fatti per garantire la sicurezza nel trasporto ferroviario. Sono state controllate 2,5 milioni di persone nelle stazioni e altre 636mila a bordo dei treni: un’attività che ha contribuito a ridurre le rapine del 28,5%, i furti del 3,3% e i danneggiamenti del 5,7%.IL FRONTE IMMIGRAZIONE