Il primo dato che balza agli occhi leggendo il dossier di Ferragosto del Viminale porta il segno negativo. Come quasi tutti gli altri che si possono scorrere nella consueta rassegna annuale del 15 agosto. Il dato è questo: -10% di reati nel primo semestre del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025. Una cifra che stride con l'ormai quotidiano allarme sicurezza che parti del governo rilanciano sistematicamente ai fini elettorali. Sviscerandola, la situazione è ancora più chiara: non c'è un reato, tra quelli di allarme sociale, che sia in aumento. In un Paese in cui viene attribuita ai cosiddetti "maranza" una presunta insicurezza nelle strade, le rapine e i furti diminuiscono: -12,3% per le prime, -11,4% per i secondi nel primo semestre di quest'anno. La riduzione di questi reati considerati indicativi dell'insicurezza nelle strade è un trend che si conferma: anche nel 2025 si era registrato il segno meno rispetto al 2024, ma la riduzione era stata meno incisiva. Diminuiscono del 2% anche i reati di spaccio.

Già solo leggendo questi quattro numeri sfugge il senso dei costanti annunci di nuovi provvedimenti sulla sicurezza. L'ultimo è stato lanciato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a luglio 2026. Trattasi di un disegno di legge che consente di estendere il fermo preventivo anche ai minorenni. Una norma considerata anti-movida. Una delle tante che parlano alla pancia del Paese ma non alla realtà. E se Giorgia Meloni solo poche settimane fa lanciava l'alert su "fenomeni di allarme sociale come baby gang, maranza, spacciatori e criminalità predatoria", ecco che le cifre diffuse dal suo stesso governo la smentiscono categoricamente. Così come smentiscono Matteo Salvini che, con il suo partito, continua a proporre nuove strette e nuovi decreti sicurezza (dopo che il governo ne ha fatti cinque in materia).