Mai come quest’anno la questione migranti ha assunto importanza a livello europeo. Per anni, anche nei periodi più complicati, l’Italia è stata lasciata sola a gestire il fenomeno, nonostante oggi ex premier rivendichino risultati ottenuti in materia. Ma dal 2022, grazie al lavoro di Giorgia Meloni e del suo governo, il tema è diventato primario nell’agenda europea e, soprattutto, i Paesi hanno capito l’importanza della protezione dei confini e della gestione dei flussi per la sicurezza dell’Unione. I pericoli derivanti dall’immigrazione irregolari sono enormi e tra questi c’è senz’altro il terrorismo islamico, fonte di rischio primaria per le infiltrazioni di lupi solitari o organizzazioni. “È un rischio che va sempre presidiato”, ha dichiarato il ministro Matteo Piantedosi, ospite di Alessandro Sallusti a “10 minuti” su Rete 4.Il pensiero non può che andare alla crisi migratoria di Ceuta del 30 luglio, quando sono penetrati nei confini Schengen e Ue 80.000 irregolari tra marocchini e subsahariani. “Lì è successo qualcosa di incontrollato ed incontrollabile e quindi è pericoloso che ci sia l’infiltrazione di soggetti che possano essere in qualche modo pericolosi per la radicalizzazione di tipo islamista. Il nord del Marocco è una zona sensibile da questo punto di vista, secondo analisi che sono state fatte dalle agenzie di intelligence riguardo proprio ai rischi di reclutamento”, ha spiegato il titolare del Viminale. Quindi, ha ragionato il ministro, “è un rischio che c’è sicuramente, un rischio che è stato denunciato anche dalle agenzie di intelligence spagnole ed è un rischio che va presidiato con la massima cautela”.È per questo che l’allarme del 15 agosto è stato preso molto seriamente, anche se ormai sembra che le organizzazioni e i gruppi stiano desistendo dall’intento, almeno per quel giorno, perché i controlli sono stati rafforzati. “Noi ci auguriamo sicuramente che la Spagna sappia in qualche modo, in collaborazione col Marocco, scongiurare un altro episodio come quello che abbiamo visto alla fine del mese di luglio”, ha detto il ministro, che a differenza dei suoi colleghi spagnoli ha evitato qualunque polemica nonostante i continui attacchi all’Italia per la volontà di proteggere i propri confini. Su Schengen, infatti, Piantedosi ha confermato che l’Italia non cede al ricatto spagnolo e continua a tenere i controlli “però noi ci siamo riservati di vedere l’evoluzione della situazione, a partire dal 15 agosto quello che succede, ma più in generale di vedere tutti i pericoli che sono stati paventati”, considerando la scadenza naturale del provvedimento a fine agosto. “Noi vediamo calare da quattro anni il flusso degli sbarchi e moltiplicarsi i rimpatri”, ha spiegato Piantedosi, sottolineando che, vista la tendenza, “non abbiamo motivo per non avere fiducia che tutto questo prosegua nei prossimi mesi”. È il frutto di un lavoro articolato a tutela dei confini con anche soluzioni innovative come i return hubs, che l’Italia per prima ha proposto in Europa sul modello di quelli costruiti in Albania. Questa è la strada del futuro, si stanno adeguando concettualmente anche altri Paesi, io credo che questo sarà lo sviluppo futuro che l’Europa farà insieme: metterà insieme gli Stati per poter sviluppare ‘Return hub’ cioè di centri per i rimpatri o comunque per l’effettuazione di procedure di frontiera che possono essere realizzate anche in Paesi terzi rispetto all’Unione Europea”, ha spiegato ancora il ministro. Sul fronte tedesco, invece, secondo Piantedosi la situazione è tranquilla: “Ci tengo a dire che con la Germania, come del resto con la Spagna, noi abbiamo un rapporto di eccellente collaborazione”. Nel mezzo dei cordiali rapporti con gli altri ministri, anche di amicizia, ha sottolineato Piantedosi, “ci stanno questi confronti e noi riteniamo che tutto quello che riguarda appunto i cosiddetti ‘dublinanti’, quindi la vecchia regola per cui è competente ad assistere i richiedenti protezione internazionale il Paese di primo approdo, sia stato oggetto di un accordo tra la Germania - che ha di fatto azzerato i numeri precedenti - e queste persone che si è detto che possano essere oggetto di trasferimento rientrano appunto in questi numeri pregressi”. Ma, ha ribadito il titolare del Viminale, “riteniamo che nel ragionamento complessivo - continua - c’è il grande tema che noi poniamo da sempre di quelle che sono le persone che salgono in acque internazionali a bordo di navi di Ong che battono bandiera tedesca” e su questo, ha aggiunto, c’è “una discussione che stiamo avendo, serena, proficua, io credo e sono sicuro che il rapporto di collaborazione che abbiamo con la Germania farà sì che comporremo questa questione con l’equilibrio con cui abbiamo sempre caratterizzato i nostri rapporti sinora”.
Migranti, Piantedosi ribadisce: “Il rischio terrorismo è stato denunciato anche dalle agenzie di intelligence spagnole, va presidiato”
L’Italia si riserva di rivedere le misure di protezione dei confini dopo Ferragosto e il ministro rivendica i risultati ottenuti in 4 anni dal governo Meloni












