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Francesco Crippa

Il sindaco Ianeselli corre ai ripari per salvaguardare le risorse idriche. Le cause del problema: la mancanza di nevicate abbondanti, le alte temperature e le scarse precipitazioni

Anche il capoluogo corre ai ripari. Con le scorte idriche comunali sempre più scarse, ieri, 10 agosto, il sindaco Franco Ianeselli ha disposto una limitazione al consumo di acqua per usi non essenziali in alcune zone della città. Dalle 7 alle 21, dunque, rubinetti aperti esclusivamente per usi domestici a Cadine, Cimirlo, Cognola, Gazzadina, Mattarello Alta, Oltrecastello, Ravina, Romagnano, Valsorda e Villamontagna. Dalle 21 al mattino successivo, invece, sarà consentita l’irrigazione di piccoli orti e piccoli giardini a uso domestico. Per i trasgressori, sanzioni fino a 534 euro.

I fattori dell'emergenza idrica L’ordinanza, entrata immediatamente in vigore, fa seguito ad analoghi provvedimenti adottati nei giorni scorsi da 36 amministrazioni comunali trentine per prevenire il completo esaurimento delle riserve idriche. A determinare quella che sembra una vera e propria emergenza idrica è un di mix di fattori. Innanzitutto, le poche nevicate di inverno e primavera, che hanno impedito di stoccare sufficiente acqua nelle falde in quota, strategiche per l’approvvigionamento provinciale. A questo si aggiungono le alte temperature del periodo estivo, l’aumento dei consumi dovuto al caldo e ai flussi turistici e l’assenza di precipitazioni.