Sempre più territori si stanno muovendo per contrastare gli effetti della siccità: la giunta provinciale di Trento ha adottato un provvedimento per razionalizzare la fruizione dell’acqua. La misura dà il via libera a Consorzi di bonifica e Consorzi di miglioramento fondiario per chiedere, in determinate condizioni, di rimodulare temporaneamente la quantità d’acqua minima che deve restare nei corsi d’acqua a valle delle opere di presa, cioè gli impianti che prelevano l’acqua dalle fonti naturali. In pratica, se necessario, sarà possibile ridurre la quantità d’acqua messa in circolo per l’uso quotidiano per salvaguardare l’equilibrio ambientale e la sopravvivenza della fauna ittica.

La Provincia ha spiegato che il provvedimento è una risposta alla criticità elevata registrata nel Nord Italia, alle ondate di calore, alla poca neve in quota durante l’inverno e alle scarse precipitazioni in primavera e in estate. Se un Consorzio ha la possibilità di regolare il deflusso minimo di acqua, per ottenere la rimodulazione dovrà “dimostrare di avere già attivato tutti i sistemi e gli accorgimenti disponibili per ridurre il consumo di acqua e presentare una relazione con i dati sulle portate disponibili, sul fabbisogno minimo delle colture e sull’eventuale presenza di altre fonti di approvvigionamento”, sottolinea.