La morsa del caldo e la siccità piegano le riserve idriche di San Marino. A causa del calo delle precipitazioni e dei limiti sui prelievi dal Marecchia disposti da Arpae, il Titano corre ai ripari. Scatta, così, l’ordinanza che dichiara lo stato di emergenza idrica con effetto da lunedì.
Per tutelare la risorsa idropotabile, scattano severi divieti per l’uso non essenziale: stop all’irrigazione di prati e giardini, al lavaggio di piazzali e veicoli (salvo autolavaggi automatici), al riempimento di piscine e al travaso in cisterne. L’Azienda autonoma di Stato per i Servizi avverte che le violazioni costeranno care: per le utenze domestiche le sanzioni partono da 150 euro per la prima infrazione fino a 1.000 euro dalla terza in poi. Per i grandi consumatori e le utenze commerciali le multe vanno da 500 a 2.000 euro. È prevista anche una stangata in bolletta: 20 euro di maggiorazione per ogni metro cubo d’acqua eccedente i 30 m³ mensili.
"L’Aass sta monitorando costantemente la situazione e metterà in campo ogni azione per garantire il servizio – sottolinea il direttore generale Marcello Forcellini – La collaborazione dei cittadini è lo strumento più efficace: ridurre anche di poco i consumi non essenziali significa preservare una risorsa fondamentale per la comunità". Di qui l’accorato appello a un uso virtuoso dell’acqua per superare la fase critica.








