Di: Il Quotidiano/M.Mar. Con il caldo i consumi d’acqua esplodono, con aumenti che vanno fino al 30% durante la canicola. Quando non piove per settimane, può esserci una scarsità di riserve idriche e i Comuni devono gestire le risorse.E proprio ad Acquarossa si è presentata una situazione di scarsità di acqua, nonostante i tentativi di prevenzione, e l’aiuto del Comune vicino, quello di Blenio, non è sufficiente. Dal 28 maggio, infatti, la popolazione deve rispettare dei divieti per limitare i consumi.Da quando è stato diffuso l’avviso per la limitazione dell’utilizzo dell’acqua “il consumo è diminuito di quasi un terzo”, afferma Gianni Rebai, responsabile dell’Ufficio tecnico di Acquarossa. Questo ha permesso al Comune di “rientrare in una situazione problematica, ma sotto controllo”, sottolinea Rebai. La causa della penuria non è mai una sola. Ad essere problematici, per esempio, sono i problemi legati alla rete idrica, ma decisiva è la mancanza di piogge. Da ottobre a maggio, solo due mesi hanno registrato precipitazioni nella media pluriennale. Secondo Maurizio Barro, presidente dell’Associazione acquedotti ticinesi (AAT), se la situazione di canicola dovesse perdurare “è molto probabile che alcuni comuni dovranno introdurre delle limitazioni d’uso”. Ad essere particolarmente penalizzati in questa circostanza sono i Comuni serviti da sorgenti, come Acquarossa, che ne conta 16. “Abbiamo un progetto molto importante che è appena passato un consiglio comunale”, dichiara Rebai, specificando che servirebbe “per migliorare e potenziare la sorgente che è quella più importante del nostro Comune”.I Comuni hanno messo in atto diverse strategie per ovviare alla penuria di acqua, ma “è chiaro che di fronte alla crisi climatica, se non si va ad agire direttamente alla fonte, quindi andando a limitare le emissioni di CO2, nei prossimi anni sarà molto dura perché non si può fare l’impossibile”, conclude Maurizio Barro.