LA STORIA. A 30 anni Matteo Canevali da Scanzo agli Emirati Arabi. L’esperienza da Balzer e Da Vittorio, ora al Signor Sassi. La celiachia, la passione per la stracciatella e tanti sogni da realizzare.
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La celiachia, la stracciatella, il sogno di viaggiare. Sono gli ingredienti che hanno spinto Matteo Canevali fino a Dubai, al ristorante italiano Signor Sassi, dove lavora da ottobre 2024 come pasticcere, anzi: come pastry chef. Classe 2000, di Scanzorosciate, non ha alcuna istantanea di famiglia da guardare ricordando di quando la nonna impastava con lui. Racconta però di una vocazione forte che l’ha portato a studiare per diventare pasticcere e che ora lo tiene vivo.
Ma, a monte di tutto, c’è una necessità. «Sono cresciuto con problemi di celiachia – racconta –: ricordo il disagio durante le uscite al ristorante con amici o parenti nel cercare qualcosa che non mi facesse male, soprattutto quando si arrivava al momento del dolce». Il rapporto con la celiachia Matteo ha capito che voleva fare qualcosa e dal primo approccio con la formazione, fino all’ingresso nel mondo del lavoro ha avuto nel mirino la volontà di consentire ai celiaci o alle persone allergiche a qualche alimento di godere di qualche creazione dolce. Una missione che, di questi tempi, è anche una sfida. «Vedo ancora molto da fare – ammette –: manca la cultura. Molta responsabilità ce l’hanno i clienti stessi; qui a Dubai chi non gradisce un alimento dichiara di essere allergico, quando invece non lo è. A questo punto l’attenzione verso le allergie vere cala inesorabilmente e invece merita la massima cura dei dettagli».







