Milano, 8 ago. (askanews) – Il vino rosso può trovare spazio anche sulla tavola estiva, a condizione che venga servito alla temperatura corretta. Ne è convinta l’enologa Graziana Grassini, che invita a superare il luogo comune secondo cui i rossi sono vini sempre strutturati e “impegnativi” ideali per accompagnare i rigori dell’inverno.

Recentemente insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per il contributo offerto alla crescita qualitativa del settore vitivinicolo nazionale, Grassini sostiene che “la freschezza non è una prerogativa esclusiva dei vini bianchi e che quando il rosso viene servito alla temperatura corretta, tra i 14 e i 16 gradi, i tannini risultano più equilibrati e il sorso diventa più agile, elegante, piacevole anche nelle giornate calde”.

“Il cambiamento climatico – evidenzia la nota enologa – ha prodotto effetti concreti sulla pianta e sulla maturazione delle uve: oggi, rispetto al passato, molti vini rossi presentano tannini più morbidi, una maggiore armonia gustativa e una struttura capace di coniugare complessità e freschezza”.

L’interesse per il vino rosso anche durante l’estate riflette un’evoluzione che riguarda tanto la produzione quanto il consumo. Più che il colore del vino, oggi conta il suo equilibrio e il modo in cui viene servito. Una temperatura più bassa a quella storicamente attribuita ai rossi permette a molti vini, soprattutto quelli meno strutturati e più agili, di esprimere con maggiore nitidezza il profilo aromatico e di contenere la percezione dell’alcol, rendendo il sorso più armonico anche in estate.