Se qualcuno vi dice che il rosso dell’estate è il Lambrusco, probabilmente sta guardando nello specchietto retrovisore. Non perché il vino emiliano abbia perso fascino, al contrario. Ma perché qualcosa di nuovo sta accadendo nel mondo delle bevande e, per una volta, non nasce da una denominazione o da una categoria precisa ma da un bisogno: bere qualcosa di rosso anche quando fuori ci sono trentacinque gradi.
Per decenni il mercato ha risposto al caldo con le stesse soluzioni: vini bianchi, rosati, bollicine e aperitivi colorati. Oggi stanno emergendo prodotti molto diversi tra loro che condividono una grammatica comune fatta di freschezza, acidità, frutto, moderata struttura e servizio a bassa temperatura.
Uno degli esempi più interessanti arriva dall’Alto Adige. Rosso Mosso di Alois Lageder è un vino che sfugge alle classificazioni tradizionali. Rosso, leggermente frizzante, succoso, pensato per essere servito freddo e consumato con la stessa naturalezza con cui si ordina una birra o uno spritz. Nelle intenzioni, l’apertura della casa vinicola che per prima ha creduto nella biodinamica a una nuova categoria di vino che sa prendersi meno sul serio.
Ancora più radicale è la proposta di KOHL, che utilizza mele a polpa rossa per creare una bevanda analcolica effervescente. Il risultato conserva il colore e parte dell’immaginario del vino rosso, ma con una leggerezza che parla direttamente alle nuove occasioni di consumo.









