Le tensioni sulla politica estera sono il riflesso di un bipolarismo che spinge i partiti a rincorrere gli elettorati più radicali. Per il politologo Paolo Pombeni, le maggiori difficoltà attraversano il centrosinistra, mentre la relazione del Copasir sulla remigrazione rappresenta un richiamo alla responsabilità davanti al rischio di una crescente tensione sociale

La politica estera continua a essere il terreno più accidentato per le coalizioni italiane. Mentre gli ultimi sondaggi certificano un sostanziale equilibrio fra gli schieramenti, è proprio sulle grandi questioni internazionali – dall’Ucraina ai rapporti con gli Stati Uniti, fino ai temi dell’immigrazione – che emergono le fratture più profonde. Divisioni che attraversano tanto il centrodestra quanto il centrosinistra e che, secondo alcuni osservatori, rischiano di essere alimentate da una competizione sempre più orientata a conquistare le fasce più radicali dell’elettorato. A complicare il quadro si aggiunge la relazione annuale del Copasir, che richiama l’attenzione sui rischi di escalation legati alla propaganda sulla cosiddetta remigrazione. Formiche.net ne ha parlato con il politologo e professore emerito all’Università di Bologna, Paolo Pombeni.