L'Editoriale

Lunedì 03 Agosto 2026

MONDO. I partiti sono ormai in formato campagna elettorale. E come da tradizione, tendono a ripiegare sui vecchi vizi della politica domestica: generose promesse fiscali, accese polemiche identitarie, spiccate preferenze di scuderia.

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Proprio per questo motivo, sarebbe meglio non dare ascolto alle sirene della propaganda, ma riflettere sugli scenari del dopo voto per capire quale sia la reale posta in gioco. Oggi più che mai, votare non significa semplicemente premiare un simbolo, ma determinare il posizionamento geopolitico dell’Italia, in un momento della storia europea e mondiale tra i più drammatici di questo lungo dopoguerra. Con il conflitto in Ucraina, che insidia i confini orientali dell’Ue e la polveriera del Medio Oriente pronta a esplodere, il tema cruciale su cui il Paese dovrà prendere posizione è la politica estera. Purtroppo, però, chiunque vincerà, le opzioni sul tavolo delineano scenari poco rassicuranti.