Philippe Donnet, 66 anni, francese con cittadinanza italiana, è ad del Gruppo Generali dal marzo 2016Nel pieno del risiko bancario, i numeri tornano a prendersi la scena. Mentre il mercato continua a interrogarsi sulle grandi manovre della finanza italiana, Generali, Bper e Mediobanca rispondono con una raffica di risultati oltre le attese, che lasciano spazio a nuove strategie industriali. A guidare la corsa è il Leone di Trieste, che chiude i primi sei mesi dell’anno con un utile netto rettificato di 2,54 miliardi di euro, in crescita del 13,7% e superiore alle stime del mercato. Il risultato netto sale del 17,9%, mentre i premi lordi raggiungono 53,4 miliardi (+5,8%). Le masse amministrate toccano i 944 miliardi (+4,9%), con un Solvency Ratio che resta su livelli molto elevati al 216%, pur in lieve flessione rispetto al 219% di fine 2025. Numeri che consentono a Generali di avviare un buyback fino a 500 milioni di euro che partirà il 10 agosto e si concluderà entro dicembre.

"Gli eccellenti risultati dimostrano l’ottimo progresso del nostro piano strategico", sottolinea l’ad Philippe Donnet. Il manager francese indica la rotta dei prossimi anni: più innovazione, più dati e un ricorso crescente all’intelligenza artificiale per migliorare la relazione con la clientela e l’efficienza operativa. "Continueremo a perseguire l’eccellenza facendo leva sull’IA e sull’utilizzo dei dati", afferma, ribadendo al tempo stesso l’indipendenza del gruppo. Sul risiko, infatti, Donnet preferisce non alimentare le indiscrezioni: "Generali è una realtà indipendente, internazionale e una storia di successo italiana".