di
Daniela Polizzi
Il fatturato spinto dalle commissioni e dal margine di interesse. Il 13,2% in Generali continua a contribuire all’utile (286 milioni). Si stabilizza il wealth management
Mediobanca ritrova la spinta e dopo la fase di incertezza chiude il semestre con un utile netto a 711 milioni in crescita del 6% rispetto a un anno fa e, sottolinea il ceo Alessandro Melzi d’Eril che sta guidando l’integrazione con il Monte dei Paschi, è «il migliore della storia della banca». Salgono i ricavi a 1,95 miliardi, sostenutti dalle commissioni che arrivano a 479,2 milioni (+2,8% anno su anno e +14,6% nell’ultimo trimestre) e dal margine di interesse a 982 milioni. E il risultato operativo arrivato a circa 1,2 miliardi grazie al solido andamento commerciale di tutte le sue divisioni: «sono sempre più convinto che la solidità del modello, la vicinanza alla clientela e la qualità delle nostre persone contribuiranno a generare valore per tutti gli stakeholder, forti anche di una storia di 80 anni al servizio del Paese», dice Melzi che resta concentrato sul business per affrontare questa fase di transizione nella transizione che porterà a un nuovo cambiamento, sia che vada in porto l’Opas sul Monte di Intesa Sanpaolo o che Mps trovi alternative di difesa.













