Mediobanca ha archiviato i primi tre mesi dell’anno con conti sopra le attese. I ricavi, a 938,6 milioni, hanno superato il consensus degli analisti fermo a circa 925 milioni. Il risultato operativo lordo si è attestato a 552 milioni, in aumento del 14% rispetto al trimestre precedente e del 4% anno su anno, mentre il Rote, indicatore della redditività, si è mantenuto al 13,5%. Anche l’utile dei primi tre mesi, pur in calo del 3%, ha superato le attese, portandosi a 323 milioni contro le stime a 313 milioni.

Piazzetta Cuccia ha chiuso la prima parte dell'anno con «una performance solida nonostante il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata turbolenza e incertezza», ha commentato l'amministratore delegato e direttore generale, Alessandro Melzi d’Eril.

Fronte profitti, sui numeri pesa l'aumento della tassazione, mentre lato ricavi incide il recupero dell'attività di Corporate and Investment Banking (Cib), ossia i servizi finanziari complessi e la consulenza per le grandi aziende, che hanno beneficiato della ripresa del mercato europeo delle acquisizioni e delle fusioni, i cui volumi sono cresciuti del 41% nei primi tre mesi del 2026. L’andamento operativo, spiega una nota, «vede proseguire la solida attività di finanziamento, sia nel credito al consumo che nei finanziamenti corporate». Di contro, si legge ancora, «persiste nel trimestre la debolezza dei flussi del wealth management».