Maltempo. 07 agosto 2026 alle 01:23Soltanto a Ilbono centinaia di piante in malora. Il sindaco: calamità naturale

Chicchi di grandine come sassi. Nell’alta Ogliastra i danni agli uliveti sono ingenti: a rischio la raccolta delle olive. «La produzione è stata dimezzata». Inutile fare troppi giri di parole. Ilario Fois, imprenditore di Ilbono, racconta l’eredità del temporale di mercoledì pomeriggio letale per il settore. A Santu Juanni, nelle campagne di Ilbono, oltre 300 piante sono state devastate. L’imprenditore agricolo, che di olivi ne cura più di 7mila anche oltre l’Ogliastra, focalizza il disastro nel quadrilatero fra Lanusei, Arzana, Villagrande, Ilbono ed Elini. Altri danni sono stati registrati a Tertenia, ma in termini inferiori rispetto ai quattro centri. Se fino a mercoledì mattina alla domanda sulle prospettive dell’annata olivicola gli addetti ai lavori rispondevano con ottimismo («le piante sono belle cariche»), sono bastati venti minuti di grandinata per cancellare una stagione di sudore e fatica e bruciare ambiti guadagni e crescita commerciale.

Annata compromessa

«Buona parte della produzione ogliastrina è compromessa». Fois non personalizza il disastro ambientale, bensì ne fa un discorso collettivo: «Più che altro - sottolinea - altruistico e non egoistico. Siamo stati tutti danneggiati. Si preannunciava, dopo due anni di magra, un’ottima annata, sia sotto il profilo della quantità che della qualità. Poi, oltre alle olive cadute, c’è da fare i conti anche con quelle rimaste sull’albero che sono tutte bacate: in fase di produzione darebbero un olio di pessima qualità». Un danno anche per l’export. Fois esporta il suo olio negli Stati Uniti e ha aperto pure un canale con il sud-est asiatico. «Ora tutti i piani vanno rivisti», conferma l’imprenditore, responsabile distrettuale di Coldiretti, sconfortato dopo i sopralluoghi di ieri mattina nelle campagne investite dalla grandine.