HomePesaroCronacaLa crisi idrica sempre più grave. Acqua, siamo agli sgoccioli. Si apre il pozzo del BuranoTrecento litri al secondo dal sottosuolo per dare una boccata di respiro ai nostri fiumi. Mms ha raddoppiato il numero delle autobotti impiegate: oltre 700 viaggi verso l’entroterra. .Trecento litri al secondo dal sottosuolo per dare una boccata di respiro ai nostri fiumi. Mms ha raddoppiato il numero delle autobotti impiegate: oltre 700 viaggi verso l’entroterra. .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa risorsa idrica nella provincia è in sofferenza, riuscirà il Pozzo del Burano a salvare di nuovo la situazione? Le ondate di calore di questi giorni peggiorano una situazione già preoccupante. Le azioni dei gestori dei servizi idrici fanno sì che per l’utente finale, il cittadino, sembri scontato aprire il rubinetto e vedere l’acqua venir fuori. Oggi non è più così. A Marche Multiservizi e ad Aset la crisi idrica crea più di qualche grattacapo: la multiutility pesarese nei primi sei mesi dell’anno ha raddoppiato il numero delle autobotti impiegate, con oltre 700 viaggi, prevalentemente verso i comuni dell’entroterra.
Proprio dall’entroterra può venire la soluzione più immediata: il ricorso ai pozzi del Burano e di Sant’Anna, acque profonde che danno sollievo alle riserve provinciali. La situazione è seria, tanto che il Tavolo interistituzionale di Protezione Civile, dopo un confronto con l’assemblea di Ambito Territoriale Ottimale n. 1 Marche Nord, i gestori del Servizio Idrico Integrato, gli uffici regionali competenti ed Enel, ha deciso di intervenire attraverso l’integrazione delle ridotte portate dei corsi d’acqua con il contributo dei pozzi Sant’Anna e Burano: trecento litri al secondo dal sottosuolo a dare una boccata di respiro ai fiumi.









