Milano, 19 luglio 2026 – Oltre sei milioni di metri cubi d’acqua al giorno rilasciati dagli operatori idroelettrici per salvare l’agricoltura. Appelli a limitare i consumi d’acqua potabile. Ordinanze e ricorso alle autobotti dove gli acquedotti soffrono di più. Nonostante gli ultimi forti temporali, l’emergenza idrica nei campi resta: le riserve d’acqua di fiumi e laghi lombardi sono inferiori del 43,3% rispetto alla media del periodo.

Nell’area del Ticino lo scenario è persino peggiore della crisi del 2022: -53,3%. Se l’agricoltura paga il prezzo più alto, anche l’uso potabile è osservato speciale. In Lombardia 17 Comuni hanno fatto ricorso alle autobotti: 13 nel Pavese, 4 nel Bresciano. In tutto sono 50 i centri abitati interessati da scenari di pre-allerta e ordinanze comunali di riduzione dei consumi potabili. Cinque le province interessate: oltre a Brescia e Pavia anche Varese, Bergamo e Como.

Il racconto da Val di Nizza

Franco Campetti è sindaco di Val di Nizza, Comune situato nell’alta collina dell’Oltrepò Pavese, nella valle del torrente che dà nome al paese. Racconta che “due settimane fa è stato necessario intervenire per un guasto che ha richiesto la sostituzione di un tubo di cento metri: per un Comune come il nostro, che si estende su un’area di 30 chilometri quadrati con un bassa densità abitativa, non è poco”.