ROVIGO - L'allarme lanciato ieri dall'Autorità di bacino del Po comincia già a tradursi in provvedimenti. Dopo l'invito del Comune di Rovigo ai cittadini a limitare i consumi domestici - evitando di lavare le auto e irrigando orti e giardini soltanto nelle ore serali - adesso tocca al mondo agricolo. Il Consorzio di Bonifica Adige Po ha infatti chiesto ai propri consorziati di ridurre al minimo indispensabile i prelievi irrigui e ha introdotto una turnazione straordinaria delle derivazioni, nel tentativo di distribuire una risorsa che giorno dopo giorno si sta facendo sempre più scarsa.

Non si tratta ancora di un divieto imposto con ordinanza, ma la direzione intrapresa è ormai chiara. L'emergenza idrica, aggravata dalla riduzione delle portate dell'Adige e dall'avanzare del cuneo salino nel Delta del Po, impone un cambio di abitudini anche nelle campagne polesane. LA SITUAZIONE Il provvedimento arriva dopo le ulteriori limitazioni alle derivazioni dal fiume Adige decise dalla Regione Veneto per salvaguardare la priorità assoluta: l'approvvigionamento di acqua potabile. Una scelta che inevitabilmente riduce la disponibilità di acqua destinata all'irrigazione e che nei prossimi giorni comporterà una diminuzione delle portate dell'Adigetto, uno dei principali canali di distribuzione della rete irrigua. Per questo il Consorzio chiede agli agricoltori «di limitare i consumi irrigui alle effettive necessità delle colture, evitando sprechi e irrigazioni non necessarie», confidando nella collaborazione delle aziende agricole per riuscire a garantire il servizio al maggior numero possibile di utenti. L'ORGANIZZAZIONE Accanto all'appello entra in vigore anche una misura organizzativa destinata a razionalizzare la distribuzione della risorsa. I prelievi saranno infatti consentiti a giorni alterni, sulla base del comune in cui ricadono i terreni. Nei giorni pari potranno irrigare le aziende agricole di Arquà Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceregnano, Lusia, San Bellino, San Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana e Villanova del Ghebbo. Nei giorni dispari toccherà invece ai terreni situati nei comuni di Adria, Castelguglielmo, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Giacciano con Baruchella, Lendinara, Pettorazza Grimani e Rovigo. Restano esclusi dalla turnazione gli impianti irrigui tubati e specializzati, che continueranno a seguire il calendario di funzionamento già previsto. L'obiettivo è quello di ripartire in modo il più possibile equo una disponibilità idrica ormai fortemente ridotta, evitando che alcune aree rimangano completamente prive d'acqua mentre altre continuino a prelevare senza limitazioni. LE MISURE Le misure adottate rappresentano il primo effetto concreto dell'innalzamento della severità idrica deciso dall'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del distretto del Po, che giovedì ha portato anche il Veneto dal livello di criticità "medio" a quello "alto". Una decisione maturata davanti a dati sempre più preoccupanti: le portate del Po e dell'Adige continuano a diminuire, mentre il cuneo salino avanza verso l'interno del Delta mettendo a rischio anche la centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, a Taglio di Po, da cui dipende la fornitura di acqua potabile per circa 50mila persone. Il Veneto «presenta un pesante peggioramento, nonostante misure emergenziali per recuperare da monte le portate dei corsi d'acqua», fra «irrigazione agricola pressoché azzerata e difficoltà anche per l'idropotabile».La situazione resta quindi in costante evoluzione e non si esclude che, qualora il caldo persistente e l'assenza di precipitazioni dovessero proseguire, le semplici raccomandazioni possano lasciare spazio a provvedimenti più stringenti. Per ora il Consorzio punta sul senso di responsabilità degli agricoltori, chiamati a utilizzare l'acqua solo quando strettamente necessario, nella consapevolezza che la risorsa disponibile dovrà essere condivisa fino a quando l'emergenza non rientrerà.