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Maria Teresa Meli

Il Campo Largo? «Abbiamo già governato insieme con il Conte II, regalando una delle migliori stagioni di governo che abbia avuto la Repubblica»

ROMA - Goffredo Bettini, nel Campo largo è un tutti contro tutti? «Tutti contro tutti? Ci sono troppi interessati a dare questa immagine. Io dico, invece: c’è ormai una convinzione ferrea nell’alleanza che occorre andare uniti. Abbiamo svolto nel Paese e nel Parlamento battaglie comuni. Governiamo insieme regioni e città. Rimangono questioni aperte. Non vanno drammatizzate; piuttosto sciolte in un confronto sincero e responsabile. Evitando anatemi e ultimatum».

Conte è stato molto radicale sull’Ucraina.«Quelle avanzate da Conte sono questioni che nei mesi passati ha più volte ribadito. Certo, c’è stata la legittima reazione di chi non la pensa nello stesso modo. Meno legittime, sono le punte di fanatica contrapposizione. Occorre ragionare e ascoltarsi reciprocamente. Il tema dell’Ucraina è collegato al profilo che ha scelto l’Europa dall’inizio di questa terribile vicenda. L’atto di Putin è stato criminale. Come, ricordo, sono criminali i bombardamenti di Trump sull’Iran e le stragi di Netanyahu di migliaia di civili palestinesi. L’Occidente non può giudicare gli stessi fatti con due pesi e due misure. Inoltre, la guerra all’Ucraina ha una storia alle spalle e ne ha una successiva, in pieno svolgimento. Se non tenti di capire le ragioni che hanno portato al conflitto non hai gli strumenti per formulare una proposta di pace duratura. Se ritieni Putin uguale a Hitler, diffondi l’idea che vuole bombardare l’Europa, lo stringi nella morsa della Nato; è difficile pensare che possa aprire un dialogo. Fai intendere, piuttosto, che occorre una guerra da combattere fino alla vittoria finale. E la guerra in questo caso, sarebbe nucleare, con la conseguente fine dell’umanità. Mi chiedo, se questo assillo che ha dominato la coscienza della grande politica dal ‘45 ad oggi, che ha tormentato generazioni di Papi e l’insieme del mondo cristiano, sia completamente scomparso. Non entra nel calcolo delle strategie da attuare. Anche il sostegno all’Ucraina con forniture militari, va valutato, invece, in questo contesto. Se aiuta a resistere nel mentre si preme per una via diplomatica e per la pace, o se è destinato ad alimentare una guerra infinita».