Goffredo Bettini. Durante la manifestazione del centrosinistra a Napoli, Conte ha detto che si è voluta costruire una minaccia russa all’Europa per giustificare le spese militari e dalla destra Pd è scattata una dura critica. Lei cosa ne pensa?

Conte ha detto una cosa precisa: si ad una difesa comune, in chiave di deterrenza, in grado di organizzarsi in scala più ampia, per risparmiare risorse da investire nel miglioramento della vita delle persone. Non sta avvenendo questo: piuttosto enormi finanziamenti sugli armamenti si stanno impiegando in ordine sparso. Alla guida c’è la Germania, fatto per me non rassicurante. Questa generale riconversione economica e produttiva è drogata dall’annuncio di un pericolo imminente di invasione dell’Europa, da parte della Russia. Ingigantire tale pericolo scoraggia, oggettivamente, una via negoziale.

L’Ucraina andava difesa senza incertezze, è stata vittima di un’aggressione criminale. È stato giusto mandare le armi, ma nello stesso momento occorreva aprirsi alla trattativa, alla tregua, alla ricerca di una via per la pace. Putin è un soggetto pericoloso nell’equilibrio mondiale. Non è il solo. Trump lo è in egual misura, e forse di più. Eppure, sarebbe un errore rompere l’alleanza storica tra l’Italia e gli Stati Uniti. Se tu, invece, dici che Putin è Hitler, dici una bugia storica e chiudi la possibilità di un dialogo. Putin non ha alcuna forza, anche se volesse, di aprire una guerra in Europa. Lo dicono diplomatici, generali, studiosi. E poi non si può affermare che la Russia è in difficoltà sul fronte ucraino, che è prossima ad un crollo della sua economia, e nello stesso tempo paventare un attacco contro di noi. Sono ragionamenti pacati, che non significano affatto essere putiniani.