Economia, energia e migrazioni raccontano una Spagna più complessa delle narrazioni politiche: luci, ombre e spunti per l’Italia. L’analisi di Carmine Soprano, economista del Gruppo dei 20

“Ciascuno ha diritto alla propria opinione, ma non ai propri fatti”. Sempre attuale Pat Moynihan, politologo e senatore democratico Usa nonche’ maestro della politica bipartisan, quando ancora esisteva (ebbe incarichi di rilievo alla Casa Bianca con Nixon e Ford). Mentre prosegue l’emergenza a Ceuta, rimbalzano letture politiche ed economiche sul “modello Spagna” non sempre ancorate alle evidenze. Proviamo allora a riepilogarne qualcuna.

Fatto primo. Quanto accaduto a Ceuta (più di 80 morti) è una tragedia umanitaria. Altresì, da quanto sinora emerso saremmo di fronte all’ennesimo caso di “militarizzazione” (weaponization) delle migrazioni. Lo avevamo già visto nel 2021 in Bielorussia e nella stessa Ceuta (all’epoca la Spagna aveva accolto per ricovero ospedaliero il leader del Fronte Polisario, suscitando le ire marocchine), nel 2016 in Turchia durante la crisi dei rifugiati siriani, e poi ancora altrove, secondo una tradizione inaugurata da Fidel Castro con l’esodo del Mariel nel 1980. Sono questioni politiche e umanitarie serie, ma l’economia c’entra poco.