Citando i numeri del premier spagnolo per attaccare Meloni sui rimpatri e la sinistra sulle incoerenze, Roberto Vannacci usa la crisi di Ceuta per ritagliarsi uno spazio autonomo a destra. Un’operazione politica che punta al “modello australiano” per la gestione dei flussi.
Sentire Roberto Vannacci citare con approvazione le parole e le cifre di Pedro Sánchez, leader della sinistra spagnola, suona come un'anomalia nel consueto repertorio della destra italiana. Dietro questo apparente paradosso si celerebbe però una precisa manovra politica: trasformare gli eventi di Ceuta in una leva strategica per attaccare simultaneamente tanto la maggioranza di governo quanto l'opposizione di centrosinistra.
Nelle argomentazioni affidate alle pagine de Il Foglio, l'eurodeputato e leader di Futuro Nazionale sembra scommettere infatti su un doppio affondo per ritagliarsi uno spazio d'azione autonomo. Le cifre sui rimpatri rivendicate da Madrid diventano il parametro con cui misurare e contestare le performance di Palazzo Chigi. Il meccanismo del decreto flussi e la gestione dei click day vengono indicati come dispositivi trascurati nell'effettivo tracciamento dei candidati, spingendo la critica a sostenere che sui rientri forzati i dati attuali non superino quelli segnati dai governi Renzi o Conte. Una presa di distanza importante rispetto alle storiche promesse sul "blocco navale", accompagnata dal ridimensionamento della sospensione di Schengen ordinata da Roma, descritta come una "risposta tampone priva di efficacia sistemica". L'attacco di Vannacci alle contraddizioni del centrosinistra Sul versante opposto del parlamento, la sponda trovata nelle parole di Sánchez serve a mettere a nudo quelle che Vannacci considera le contraddizioni del centrosinistra italiano. L'entusiasmo con cui il Partito Democratico e la sinistra progressista hanno accolto le espulsioni eseguite dal governo di Madrid viene infatti letto dal generale come un'incoerenza clamorosa: festeggiare il rigore spagnolo equivale, nei fatti, ad approvare la difesa attiva dei confini e persino il concetto di "remigrazione", a lungo combattuto sul piano ideologico.











