E alla fine passa la linea Vannacci. Sospensione di Schengen con la Spagna, gli Stati membri dell’Ue in apprensione per Ceuta. “Oggi la sinistra fa festa, perché Sánchez ha fatto rimpatriare 60mila clandestini: finalmente, dopo decenni di retorica, anche loro approvano il concetto di remigrazione. Sono ben contento”. Futuro nazionale aspettava al varco. E il governo Meloni? Ha fatto bene a bloccare le frontiere o non è abbastanza? Servirebbe pattugliare le Alpi, come un Annibale rovesciato? “Il provvedimento preso nel pieno dell’emergenza serve a tamponare, non a risolvere la problematica sotto il profilo sistemico. E quando Sánchez cita i numeri, i numeri non mentono: non c’è bisogno del commento di Vannacci”. Cioè? “L’Italia sta facendo malissimo. Il decreto flussi l’ha fatto questo esecutivo: persone che entrano con il click day e poi non vengono monitorate. E pensare che qualcuno prometteva il blocco navale”. Ogni riferimento non è affatto casuale. “La verità è che in fatto di rimpatri stanno facendo peggio dei governi Renzi e Conte”.Il generalissimo che dà ragione al socialista spagnolo: metaverso. “Quando contesta l’azione dell’Italia è fattuale, sì. Ma metto in evidenza anche un altro numero: la legalizzazione di oltre 500mila clandestini, già imputabili di un duplice reato – la permanenza sul suolo iberico e il lavoro in nero. E’ questo che ha innescato l’invasione di Ceuta”. Ma questa è la propaganda con cui l’estrema destra va a nozze, semmai. Gli analisti sottolineano che il decreto Sánchez in questione non si applica ai nuovi arrivi e che l’ondata umana sarebbe stata fomentata da fattori esterni ben più grandi della politica nazionale sull’asilo. “E’ come il discorso delle occupazioni delle case”, ribatte Vannacci. “La gente continua a occupare sperando nella sanatoria. L’unica misura che ci consentirà di minimizzare gli ingressi clandestini è il modello australiano: che siate anziani, donne, bambini o invalidi, da irregolari non verrete mai regolarizzati. Urge un cambio di paradigma”. Ecco il piano militare. “Bisogna triplicare il numero di Cpr, bisogna far capire che chi entra in Italia clandestino non avrà vita facile. Si guardi pure alla Norvegia: o lavorate, o morite di fame. Questi sono i provvedimenti che tolgono convenienza, impunità e incentivi all’assalto dei nostri confini”.Mezza Europa ormai è dello stesso avviso. “Qualche passo in avanti lo stiamo facendo, anche grazie al mio voto. La questione però andava affrontata molto prima di Ceuta: tutti i provvedimenti che avevamo proposto al Parlamento Ue erano stati costantemente bocciati dal Ppe. Finanziare le barriere fisiche per bloccare i clandestini, per esempio”. Nuove linee Maginot: l’appello è rivolto soprattutto all’Italia. “Governata da una destra annacquata, timorosa, senza il coraggio di prendere decisioni dirimenti”. Mai insieme a loro, dunque? “Se loro saranno d’accordo con noi, bene. Certo non piegheremo le nostre posizioni”.