Il generale Vannacci arriva oggi a Roma e i Fratelli rilanciano sull’immigrazione. Rivendicano i risultati del governo, “meno sbarchi e più rimpatri”. Dice Giovanni Donzelli, colonnello meloniano: “Ci hanno preso in giro, ma ora il blocco navale è una possibilità reale”. Lo prevede una norma contenuta nel ddl immigrazione, in esame al Senato, ma l’ipotesi adesso è accelerare con un decreto da approvare in uno dei prossimi Cdm. Quel ddl recepiva anche i nuovi regolamenti europei sui migranti, che entreranno in vigore dal 12 giugno, ben prima che l’iter della legge faccia il suo corso naturale. “Bisogna vedere se saranno necessari alcuni adattamenti puramente organizzativi”, dice il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Bisognerà probabilmente accorciare i tempi. Ma si valuta anche se e come dare un segnale politico più forte – il blocco navale – già nei prossimi giorni. E’ una partita che Palazzo Chigi sta gestendo con cura e si lega alla sicurezza, tema su cui al di là degli slogan la destra è esposta agli attacchi dei futuristi, sempre pronti a infilarsi nelle contraddizioni della maggioranza. Non a caso ieri Giorgia Meloni si è esposta direttamente con un video sui social. “L’accordo raggiunto in Europa qualche giorno fa sul nuovo regolamento rimpatri è un accordo storico”, ha detto la premier ricordando che il protocollo Albania è diventato uno strumento che altri paesi vorrebbero adottare. E ancora: “L’Italia ha indicato la strada e oggi l'Europa la sta percorrendo”.E’ lo stesso leitmotiv che ieri è risuonato nella Sala Tatarella di Montecitorio dove i meloniani hanno organizzato una conferenza stampa per rendere noti “tutti i risultati del governo” sui migranti. A presentarli, insieme a Donzelli, le altre prime linee meloniane: dai capigruppo Malan e Bignami a Francesco Filini – l’uomo del programma di FdI – e Sara Kelany, responsabile immigrazione di Via della Scrofa, che per esempio spiega: “Nei primi cinque mesi del 2026 gli sbarchi sono diminuiti del 43 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022 e quasi dell’80 per cento rispetto allo stesso periodo del 2023”. Da FdI sottolineano anche le nuove misure introdotte e pure il decreto Flussi. E’ stata stampata una brochure su carta patinata, c’è anche un pamphlet. Ma tutti assicurano che Vannacci non c’entra nulla e nemmeno la remigrazione. “Chi non ha responsabilità di governo può spingersi in proposte che non possono essere realizzate”, punge Kelany. Mentre poco dopo i futuristi – che a breve attendono nuovi ingressi in Parlamento – tornano alla carica con Rossano Sasso: “Come ai tempi del terrorismo ci vorrebbero reparti e leggi speciali. Remigrazione”. E’ il prologo dell’arrivo a Roma del generale, oggi all’Eur per un comizio con Francesco Biava, ex deputato vicino ad Alemanno (prima se la prenderanno in Aula con Salvini sul Piano casa, durante il question time). Scintille in vista, ma adesso anche FdI affila le armi.
Dal blocco navale ai rimpatri: l’offensiva di Meloni sull'immigrazione. La mossa anti Vannacci
FdI rivendica i risultati sull'immigrazione. La premier cita il protocollo Albania e dice: "L'Italia ha indicato la strada e l'Europa la sta percorrendo". L'ipotesi è accelare sul blocco navale. Donzelli: "Ci hanno preso in giro ma adesso è una possbilità reale". Oggi il generale di Fn torna a Roma














