«Sanchez ha voluto il “liberi tutti”, ma io non ci sto a pagare per gli errori altrui. Domani stesso facciamo partire la comunicazione all’Europa e sospendiamo Schengen. Intanto, rafforziamo sin da subito i controlli». Giorgia Meloni alza subito le barriere, l’allarme scattato alla vista dei video che rimbalzano sui social e raccontano di una crisi migratoria che assomiglia a quella del 2021, con il mare davanti a Ceuta, una delle due città spagnole situate sulla costa del Marocco, prese d’assalto da centinaia e centinaia di giovani migranti alla ricerca di un futuro migliore.

DIFENDERE I CONFINI «Mi sono confrontata con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi - scrive la presidente del Consiglio in un tweet che arriva in serata – L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna». Già domani, si diceva, Palazzo Chigi avvierà la pratica, scrivendo a Bruxelles. Con l’obiettivo di scudare numeri attorno ai quali Meloni intende costruire gran parte della sua campagna elettorale. Gli ultimi dati, arrivati proprio ieri dal Viminale, segnano un -55% di sbarchi rispetto al 30 luglio di appena un anno fa. «E io non ci sto a mandare in frantumi i risultati raggiunti per via delle politiche di Sanchez», le parole che Meloni consegna ai suoi, nel mirino le politiche migratorie del leader socialista che ha avviato un imponente piano di regolarizzazione straordinaria per i migranti irregolari presenti nel Paese. Il provvedimento, finalizzato a far emergere circa 500mila persone sprovviste di documenti, ha superato le previsioni iniziali raccogliendo oltre un milione di richieste alla chiusura dei termini.Ed è stato duramente criticato dal ministro Antonio Tajani, con parole cheierihanno irritato il governo spagnolo, tanto da richiamare l'ambasciatore italiano a Madrid. Eppure la premier è sulla stessa lunghezza d'onda del suo ministro degli esteri. Fortemente ostile a un metodo che, a suo dire, è definitivamente naufragatoierisulle coste di Ceuta, e che Meloni ora punta ad addebitare all’intera sinistra italiana, ovvero a Schlein, Bonelli e compagnia: «se ci fossero loro al governo, avremmo gli stessi risultati», il leitmotiv che è pronta a far risuonare nelle piazze. I CONTROLLI Intanto, tecnicamente, la sospensione di Schengen comporterà maggiori controlli alle frontiera, via aerea e via mare. Ma anche, naturalmente, via terra, con una stretta ai confini con la Francia. «Sull’immigrazione clandestina - rivendica infatti Meloni, sempre sui social – non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo».