Per Elly Schlein la Spagna è un modello. Sia perché il premier Sanchez non manca mai di manifestare il suo sfrenato anti americanismo. E con questo la segretaria liscia il pelo per il verso giusto a quella parte di elettorato vetero comunista del Pd. In politica questa cosa ci sta. È legittimo. Sia perché, sempre a suo dire, sarebbe il Paese che ha «investito sulle rinnovabili e oggi sono molto meno dipendenti dal gas, che sia russo o americano». Ma quando le viene fatto notare che la Spagna importa Gas Naturale Liquefatto dalla Russia a bocca di barile, ecco che Elly ti sguscia come un capitone: «Ho già detto come la penso: ora non si può pensare che la soluzione sia il gas russo». Insomma la Spagna è un modello. Sì ma anche no. Ma Italia e Spagna sono davvero così lontane quanto a mix energetico? Le cosiddette energie rinnovabili in senso lato comprendono convenzionalmente idroelettrico, eolico, solare, biomasse e geotermico. Secondo l’Ember Energy Institute l’incidenza delle rinnovabili in senso lato in Italia arriva a circa il 49-50% contro il 56-57% della Spagna. C’è una differenza certo. Ma non sostanziale.

Se invece ci si focalizza soltanto su eolico e fotovoltaico (ovvero le rinnovabili in senso stretto) il distacco è molto più accentuato. In Italia siamo intorno al 22-25% del totale contro il 42-43% della Spagna. Ma è una restrizione sciocca ed ideologicamente guidata perché parte dal presupposto (errato) che l’eolico ed il fotovoltaico possano essere replicati all’infinito a differenza di idroelettrico e geotermico che sono invece vincolati all’esistenza di acqua, bacini, cascate e soffioni. In realtà non si possono installare pannelli e mulini a vento ad libitum. La loro resa energetica è limitata. Molto più di una centrale convenzionale (gas, olio, carbone e nucleare). Quest’ultima può tranquillamente lavorare ben oltre il 60% della massima potenzialità e superare anche il 90%. Cosa impossibile per un mulino a vento che in Spagna può rendere al massimo sotto il 30%. Ed è tantissimo. In Italia, che geograficamente non si affaccia sull’oceano ma sta rinchiusa nella tinozza del Mediterraneo, si supera di poco il 20%.