Inizia una settimana di incontri delicati per il futuro dell’ex Ilva. «Dobbiamo disinnescare, per quanto possibile, quella che alcuni hanno definito una bomba sociale, produttiva e occupazionale innescata dalla sentenza della Corte d’appello, che impone ai commissari di chiudere l’area a caldo entro 90 giorni, con conseguenze immediate sull’intera produzione, sia a Taranto come in Piemonte e in Liguria», ha detto ieri a Rai News 24 il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.Sullo sfondo il pressing degli indiani di Jindal, che stanno premendo per rilevare tutto l’impianto, area a caldo compresa. «I commissari dovranno valutare nelle prossime ore se la proposta di Jindal alla luce della sentenza possa essere realizzabile», ha detto a riguardo il ministro.Ma sta di fatto che la via maestra pare ormai tracciata. Come anticipato da Il Giornale, l’intenzione sarebbe di lanciare una nuova gara da un miliardo di euro a settembre che includa le parti dell’azienda non toccate dalla sentenza della Corte d’Appello di Milano: vale a dire quella a freddo, con laminatoi, tubifici e magazzino. Se questa sarà la strada, allora in pista torneranno prepotentemente anche i gruppi italiani, che potrebbero essere interessati al nuovo bando. Per facilitare le cose, lo Stato sarebbe disponibile anche a entrare nel capitale della società con una quota di minoranza. E che l’idea sia quella di non cedere alle pressioni indiane traspare anche dalle parole dello stesso ministro Urso: «Mercoledì farò un nuovo appello alle imprese italiane affinché possano valutare di realizzare una cordata per una proposta migliorativa per l’ex Ilva rispetto a quella di Jindal».Il programma settimanale vede, in particolare, due giornate importanti: una è domani, quando i sindacati sono stati convocati in mattinata al ministero delle Imprese e del Made in Italy per un «incontro relativo al futuro dell’impianto siderurgico di Taranto». Il secondo è quello di mercoledì con i rappresentanti di Confindustria, Federacciai e Federmeccanica finalizzato ad approfondire le prospettive degli stabilimenti dell’ex Ilva.Novità in arrivo anche sul fronte data center, dopo che l’ultimo Consiglio dei ministri ha dato l’ok a due impianti strategici in Lombardia e Piemonte. «Nel prossimo Consiglio dei ministri daremo altre tre dichiarazioni strategiche per altri tre data center, non solo in Lombardia», ha detto Urso. Il ministro ha ricordato inoltre che l’Italia si è candidata a ospitare una gigafactory per l’intelligenza artificiale, delle 10 previste da un bando europeo, e che la decisione della Commissione Ue arriverà nella prima parte del prossimo anno.