Roma, 5 ago. (askanews) – Restano 80 giorni prima che scatti la chiusura definitiva dell’area a caldo dell’ex Ilva, imposta dalla sentenza della Corte d’appello di Milano. Dal tavolo convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) con Confindustria, Federacciai, Federmeccanica e le principali imprese siderurgiche italiane emerge però una possibile via d’uscita per la produzione di Taranto. “Come ha detto il presidente Orsini e confermato il presidente di Federacciai Gozzi a seguito del tavolo odierno, ci sono le condizioni per valutare la possibilità di realizzare una cordata italiana promossa dal sistema industriale italiano per fare una sua proposta che consenta il salvataggio e rilancio della produzione siderurgica a Taranto”, ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al question time alla Camera.

A parlarne per primo, infatti, è stato lo stesso Orsini, che al termine del tavolo ha aperto all’ipotesi di “una cordata italiana che abbia a cuore l’industria di base”, resa possibile dalle nuove condizioni relative allo stabilimento. Confindustria, ha spiegato il presidente, sta lavorando per coinvolgere imprenditori disposti a investire nel Paese, con un piano industriale che tuteli i quasi 10.800 lavoratori coinvolti.