La storia di Mattia Maestri ha cambiato il dibattito sulla sicurezza dei formaggi a latte crudo in Italia. Il bambino di Coredo (Trento), rimasto in stato vegetativo per nove anni dopo aver mangiato nel 2017 un formaggio contaminato dal batterio Escherichia coli prodotto dal Caseificio sociale di Coredo, è morto oggi all'età di 13 anni. La sua vicenda è diventata il simbolo di una battaglia per una maggiore tutela dei consumatori più fragili, portata avanti dal padre Giovanni Battista Maestri. Una battaglia che nel frattempo ha ottenuto anche un importante riconoscimento nelle aule di giustizia: nel marzo 2025 la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva le condanne dell'ex presidente del Caseificio sociale di Coredo, Lorenzo Biasi, e del casaro Gianluca Fornasari per lesioni gravissime, riconoscendo il nesso causale tra quel formaggio contaminato e la malattia del bambino. Da allora Giovanni Battista Maestri continua a chiedere che i formaggi a latte crudo a bassa e media stagionatura siano vietati ai bambini sotto i dieci anni, come già avviene in alcuni Paesi europei, e che siano introdotte etichette di avvertimento più chiare.

La Sindrome emolitico-uremica

Ma da cosa è causata la Sindrome emolitico-uremica (Seu)? La premessa è che nei formaggi a latte crudo il latte non subisce alcun trattamento termico prima della lavorazione, a differenza dei prodotti ottenuti con latte pastorizzato. Questo consente di conservare aromi e caratteristiche organolettiche molto apprezzate, ma richiede anche standard igienici estremamente elevati durante tutta la filiera produttiva.