È morto Mattia Maestri, il bimbo di Coredo, in Trentino, che dal 2017 versava in uno stato vegetativo permanente, dopo avere consumato formaggio lavorato con latte crudo contaminato dall’escherichia coli.

Il batterio provocò l’insorgere della sindrome emolitico-uremica (SEU), una malattia rara e grave che causa la rottura dei globuli rossi, un basso numero di piastrine e un’improvvisa insufficienza renale acuta.

L’annuncio è stato dato dal padre Giovanni Battista Maestri tramite il quotidiano Il T: “Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa”, ha detto l’uomo.

Una sentenza della Cassazione aveva confermato il nesso di causa rendendo irrevocabile le condanne per lesioni colpose di due responsabili del caseificio sociale di Coredo. Il padre ha anche fondato un’associazione di consumatori dedicata ai “rischi connessi ai prodotti alimentari intrinsecamente pericolosi”. In diverse occasioni ha ribadito che i formaggi a latte crudo dovrebbe essere vietato per i bambini sotto i dieci anni.