Si è arreso dopo una lotta durata nove interminabili anni. È morto Mattia Maestri, il bimbo di Coredo in Trentino, che dal 2017 versava in uno stato vegetativo permanente, dopo avere consumato formaggio lavorato con latte crudo contaminato dal batterio dell'Escherichia coli. "Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa". Con queste poche, commosse parole il padre Giovanni Battista Maestri ha comunicato la scomparsa del suo amato figlio. Il calvario iniziò durante una normalissima gita in campagna e una merenda a base di formaggi. Il piccolo poco dopo accusò i primi sintomi e poi la situazione precipitò nonostante il tempestivo intervento dei medici.

Se per Mattia la battaglia è finita, per Giovanni Battista probabilmente no. In tutti questi anni il padre ha lottato per chiedere giustizia e per sensibilizzare sui rischi della consumazione di prodotti di latte crudo, soprattutto per i bambini, fondando un'associazione con questo scopo. Non si è fermato neanche dopo la conferma in Cassazione della condanna per lesioni gravissime a carico dell'ex presidente del caseificio sociale di Coredo e del casaro. "Vi assicuro - aveva detto Maestri - che ci batteremo e lotteremo come ho lottato per il mio bambino anche per gli altri bambini o anziani che dovessero essere uccisi dal formaggio a latte crudo. I soldi della provvisionale li utilizzerò tutti per aiutare gli altri bambini".